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Merenda #1: Only love is all maroon

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*per merenda : la torta di compleanno di Filippo.
Pasticciotto, dolce di origine salentina. La madre lo prepara sempre in questo periodo perché, vista la tradizione di andare in vacanza in Puglia a fine agosto, lo cucina per assaporare ancora quei giorni di ferie.
Si prepara creando base e altezza di pasta frolla che racchiude uno strato generoso di crema pasticciera.
Se riuscite a bervi un bicchiere di mosto, meglio. Se trovate delle fragole, non disdegnatele, ma sappiate che non sono più propriamente di stagione e la frutta è diventata convenzionale ? *

Settembre è tornato, anche quest’anno. Mannaggia a lui.
Nell’aria un po’ di malinconia ma anche tanta voglia di ripartire, come questo treno per Bassano che ho già perso tre volte in un giorno, come se Venezia volesse tenermi con sé stamattina. Ma io non posso trattenermi e poi ci rivedremo presto, bella mia.
Questa città decadente e meravigliosa mi coccola spesso ma mi mette anche un po’ di malinconia.
C’erano fragole sgualcite per colazione e ho subito pensato al romanzo di Thomas Mann. Ho provato un brivido strano e poi mi sono detta “meglio mangiarsi un’albicocca”.

Settembre che inizia vuol dire vendemmia. Credo stia per cominciare ma non ho mai ben capito.
È un bel momento perché vedi gli occhi del nonno Gianni brillare di gioia e iniziativa. E anche se ha 80 anni è come se ne avesse quindici.
Questa cosa del vendemmiare però non è più la stessa, mio nonno non mi coinvolge più, e, sinceramente, io ci rimango un po’ male.
Mi invitava sempre a pigiare l’uva, ma per un po’ di tempo non me lo ha chiesto perché sapeva che ero impegnata.
La faccenda del so che sei impegnata mi ha fregato completamente, sappiatelo. Amici scomparsi, persi in Alaska per colpa di Chris, o in Giappone per colpa di Howl, forse lontani anni luce, perché so che sei impegnata.
Piccola parentesi con invito spassionato: non dite mai so che sei impegnato. Non pensate mai di disturbare un vostro amico. Chiamatelo. Andatelo a trovare. Cercatelo. Chiusa parentesi. )

Insomma, quando arriva più o meno il 4 settembre, chiedo al nonno “ma hai vendemmiato?” e lui “no no, è ancora presto”, poi glielo chiedo il 10, e lui mi dice “ma figurati, ho già fatto tutto”. Mi sfugge sempre, che fastidio, io voglio vendemmiare come una volta.
Stare nei vigneti coi moscolini che ti rompono le scatole a tagliare i grappoli e poi coi piedi nudi in mutande e canottiera dentro ad una bacinella gigante color vinaccia a schiacciare come se non ci fosse un domani.
La bacinella dell’uva in estate da piccoli la usavamo come piscina. E io dicevo alla Lucia “nonna, se fosse una piscina vera sarebbe azzurra, non vinaccia” e lei “ma è una piscina speciale”. I move in water, shore to shore.

Non è giusto vedere il futuro come un’ansia e il passato come una nostalgia. Era bella quella piscina, ci ho imparato a nuotare davvero. Era di quel colore ancestrale che già avevo imparato, il marrone rossastro che i bambini già conoscono, perché è il ventre della mamma la prima piscina di sempre.
Sky is womb and she’s the moon.
Però adesso mi voglio rimboccare le maniche, le maniche di una camicia con la stoffa scozzese blu e verde scuro.
Bisogna vivere il presente, anche se il più delle volte non ci si capisce niente. Anche se questa vendemmia dov’è.
E mi sa che la vita è come il mosto: il mosto è uva che non è più uva, è un vino che non è ancora vino. Maroon.
Ci sono io che mi sento un acino d’uva che non è più parte del frutto e se ne va da qualche parte in giro per l’Italia e un giorno forse starà in un calice perfetto nel ristorante di Cracco a Milano. Ma chissà se a Cracco manca Creazzo quando cucina e se aveva un nonno che vendemmiava.

La colonna sonora del momento, no, scusate, per questo momento, dev’essere di un colore che non è un colore.
I bambini che si credono pittori, perché in realtà lo sono, creano più o meno due tonalità imprecisamente precise: una cosa che assomiglia al melanzana, e una cosa che assomiglia al crema di noci. Perché questi primi giorni di settembre, che diavolo sono? Estate o autunno? Partenze o ritorni? Troppi colori insieme, cose che si fondono.
Allora per questo mosto di vita che non è rosso, non è marrone, non è viola, ma è un vinaccia che non si comprende, reddish ruse, servono le note giuste.
Da un po’ di anni, per i primi dieci/quindici giorni di settembre, sono For Emma, forever ago di Bon Iver. L’album da ascoltare in macchina, fermi in un parcheggio, con la pioggia che scende come un secchio sui vetri e crea quasi una coperta, una coperta che copre e protegge, fluida, flume.
Foglie secche che iniziano. Che forte, si può iniziare a invecchiare? O si declina semplicemente? E’ poetico dire che si nasce di continuo.
E che continuamente ci bruciamo le dita passandole veloci su corde troppo tese, leaving rope burns.
Comunque sì, con questo disco ci stanno pure le foglie secche che magari non ci sono ancora ma si sentono già.
La scelta di questo tema musicale specifico è motivato dalla celeberrima estate passata a studiare greco, al termine della quale affrontai l’esame a fine fine agosto, e il giorno del compleanno di mio fratello, il 6 settembre, diedero l’esito: passata al secondo anno. 6.
Da quel famoso 6 iniziò ufficialmente la mia estate, un’estate di 6 giorni esatti.
E fu un’estate strana. Il festival celtico, i pantaloncini corti ma la felpa addosso, i dieci chilometri in bici per meritarsi una banana split, la gente che diceva “l’estate è finita” e io a puntualizzare sottolineando che semmai finisce il 21 settembre o circa e che la scuola doveva ancora iniziare quindi state calmi, quella torta di compleanno che sentivo anche un po’ mia, colline e colline, le patate fritte delle sagre, e Justin Vernon nelle orecchie.
La festa di mio fratello fu molto bella e pensai a com’era stato per lui essere figlio unico per dieci anni. I am my mother’s only one, it’s enough. Potevo quasi perdonarlo per i biscotti plasmon che si era sempre mangiato lui rubandomeli a colazione, del resto non era abituato ad avere una sorella da sempre.

Un pasticciotto, la merenda di un’estate speciale. Un’altra estate dove avevo rimandato la promessa fatta a me stessa di imparare a suonare la chitarra. Niente da fare, ancora l’ho posticipata.
Avevo chiesto ad una tipa laureata in inglese “ma cosa vuol dire forever ago?” e lei “da sempre”. Un’altra persona mi ha detto “un sacchissimo fa”. Cioè? Boh. Qualcuno me lo dica. Ma chi è Emma? E dov’era? Cosa ha fatto a Justin? E perché? Ovunque fosse e sia oggi, è in quel cd. Da prima, per sempre.
Planavo in bici la sera sul ponte sopra il fiume, cercando di recuperare un po’ la leggerezza mancata, gluey feathers on a flume.
mi ero persa per mesi tra dizionari rocci/gi, declinazioni e coniugazioni, alternandole a film all’aperto nel giardino botanico del centro storico per scappare un po’ dallo studio. Dovevo recuperare tutto in sei giorni.
Non appartenevo a nessuno, solo a me.
Non mi interessava l’amore per, sentivo semplicemente l’amore. Quell’hic et nunc famoso. Quell’hic et nunc del mosto che è ora in quel momento preciso e né prima né dopo. Quei giorni di settembre strani che non sono ma sono, quelle canzoni folk che cantavo tutto il giorno, “come on skinny love just last the year”. Io ci sentivo l’amore e basta.
Ma il nonno Luigi suonava il banjo come Bon Iver e io quindi gli appartenevo. Sì, appartenevo solo a quel disco, e a me stessa. “My, my, my.”
Non c’era gioia sguaiata e nemmeno tristezza, c’ero solo io che nuotavo nel vento.

 

 

Francesca

Ciao, mi chiamo Francesca. Sono nata il 25 febbraio e per mestiere vivo da vent'anni in un cassetto di sogni stropicciati. Le farfalle che abitano il mio stomaco passano di tanto in tanto a trovare i pensieri nella mia testa, dove vivono a forma di palloncini. Ho due cuori, uno è un battito di ciglia, l'altro un prisma con venti facce triangolari. Ho guardato a lungo uno specchio che mi ricordava quella che sembravo e non quella che ero, ma da oggi voglio navigare senza le vele. Lontano.

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14 Discussion to this post

  1. claudio scrive:

    Saggia come sempre, Francesca!soprattutto per quello che riguarda gli amici persi e il non vedere il futuro con ansia (ma non sempre è facile).
    Ti voglio raccontare una storia vera che ci hanno raccontato oggi ad un convegno (innanzitutto si parlava del rapporto tra arte, natura e bambini e si citava anche Friedrich)
    Quando nascono i piccoli delle piovre, la madre per tre settimane spinge su le uova, agitandole con i tentacoli per non far mancare niente e per tre settimane non mangia e non fa altro, alla fine delle tre settimane dopo che le uova si schiudono, lei, esausta si adagia e muore, ti giuro mi stavo mettendo a piangere.
    Bentornata Francy e auguri per il tuo fratellone

  2. SV scrive:

    Io ti amo

  3. Bentornata. Questo spazio, fresco e ricreativo, debbo ammettere che mi è mancato non poco. Settembre è, da sempre, un mese malinconico: come fosse dicembre, dà la sensazione di un anno che volge al termine. Come mai questa percezione? La risposta, scontata e banale, risiede in quei mesi estivi di distrazione e di vacanze. Mesi di rottura e di sospensione. Nel tuo caso, tuttavia, settembre rappresenta un nuovo inizio: strade, luoghi, persone e suoni sullo sfondo di un meraviglioso nuovo tour.

    Con stima e simpatia

    Emanuele

  4. albino d'adda(alby) scrive:

    sei tornata francesca,mannaggia e’ arrivato settembre ,e io sono contento,perche’ sei ritornata,dopo averti seguito per tutta italia,averti visto elegante e”donna”a venezia….sei tornata e’ mi e’ venuta voglia di preparare la torta di compleanno di filippo e venire ad aiutare nonno gianni a vendemmiare…sei ritornata al tuo blog per i nostri mercoledi e voglio concludere con la tua ultima frase,NON C’E’ GIOIA SGUAIATA E NEMMENO TRISTEZZA,C’ERO SOLO IO CHE NUOTAVO NEL VENTO….grazie francesca….ti voglio bene

  5. Emanuele Verardo scrive:

    Mi stavo per mettere a piangere quando hai parlato del pasticciotto… perchè io essendo pugliese vado sempre in vacanza in Puglia ad Agosto e non sapevo che a te piacessero molto. Comunque sì sono buonissimi, ma il mio preferito è alla nutella. Ma adesso c’è da pensare al tour, è settembre e tra mese di un mese si comincia a cantare e bisogna salire di nuovo su quel palco. A ottobre ci vedremo e precisamente il 22 a Parma al Campus Industry Music

  6. GiovanniC scrive:

    Non trovo le parole per descriverti. Per descrivere te e quello che fai. Ci ho pensato, ma davvero, non ci sono le parole.

    BEN TORNATA FRANCY!!!!!!!

    P.S. Ho ammucchiato i fogli sparsi in giro per la mia stanza. Ma non avercela se qualche volta li lancio per aria 🙂

  7. SaraAccorsi98 scrive:

    Cara Peach,
    Settembre è già arrivato e porta con se anche la tristezza pre-scuola. Come sempre mi colpisci con il tuo blog, e oggi la frase che più mi ha colpito è stata: “non è giusto avere ansia per il futuro e nostalgia per il passato”. Questa sera volevo solo dirti grazie. Grazie perché in questi mesi mi hai fatto emozionare, mi hai fatto piangere come una bambina e sorridere a 32 denti. Sei la mia forza, la mia roccia e sei il mio tutto. Continua cosi nella tua semplicità e bellezza senza fine.
    Un bacio

  8. Francesco Z scrive:

    Settembre per me è l’inizio della fine dell’anno, dove inizi già a fare i primi verdetti di come è trascorso l’anno e se nel caso qualcosa è andato storto c’è il tempo per rimediare.
    Il primo pensiero che faccio sempre è (tre mesi a natale) o (siamo già a settembre) xD
    Mentre quando ero più piccolo dicevo (frà un po’ si ritorna a scuola che palle).
    Personalmente odio l’autunno e l’inverno, sono un tipo primaverile ed estivo perchè sono uno che si ammala facilmente.
    Però vedo il lato positivo della cosa, per fortuna esistono perchè senza non amerei il caldo estivo e il mare.
    Al solo pensiero del thè caldo, della cioccolata calda, dei piumoni, dei vestiti invernali, dei cappotti, dei cappelli, dei guanti, delle sciarpe…mi innervosisco e mi demoralizzo nello stesso tempo, ma per fortuna che ci sono le spremute d’arancia e i mandarini.
    Settembre è un po’ come un ponte che serve a collegare due fasi, che però bisogna percorrere per forza.
    Non è un mese che ho amato, sia per la fine dell’estate e sia perchè è un mese dal ritmo lento, lo amo solo perchè inizia il campionato, ma questa è un’altra storia 😀
    E’ il mese dove la natura incomincia a morire, per questo non mi piace, incominci a vedere questi alberi spogli e le foglie secche e ti gironzolano con il vento, molto triste.
    “Aria tersa d’un settembre che pare senza fine
    Aria già fredda, acqua già fredda
    Intorno irrepetibili colori, e silenzi
    E foglie cadute, e cadute
    E nubi bige a rimpiettino
    E il mio rabbrividire
    Ia giacca stretta al petto
    Un sapore di uva”
    Una canzone di un gruppo italiano storico che tu conoscerai sicuramente, la PFM, si tratta di Impressioni di settembre.
    Però se vuoi qualcosa di più ritmato, ascolta September degli Earth wind and fire.
    L’importante è non ascoltare “Wake me up when september ends” , bellissima canzone, grande gruppo, ma troppo depressiva.
    Cmq per concludere il mio commento dico questo:
    che questo settembre almeno per te non sia malinconico, lo so, le tradizioni sono tradizioni, ma il tempo purtroppo passa come il treno perso, ma pensa che fra meno di un mese sarai già all’opera con il tour, non vedo l’ora di vederti qui a bari, spero non stanchissima visto che sarà la penultima tappa, questo inizio di fine anno sarà sicuramente all’altezza degli altri otto mesi trascorsi.
    Buon Settembre o Buon Pre-Ottobre!
    Mi raccomando ascolta September che ti mette un po’ di allegria 😀

  9. Antonella Ricchiuti scrive:

    Ciao sono Antonella. Tornando alla canzone Flume di Bon Iver assomiglia molto alla canzone Without Words di Ray LaMontagne. E’ troppo bella come canzone, musica ed è una musica rilassante proprio per stare in macchina in un parcheggio con la pioggia che sembra che spacchi i vetri. Ho riflettuto molto in questo tuo nuovo NelCassetto e anche io dico “a cosa serve dire che l’estate è finita se finisce il 21?”. Io purtoppo non ho avuto nonni agricoltori e non so neanche come si vendemmia, ma mi piacere farlo molto davvero. Grazie

  10. Adam scrive:

    Ciao Peachy!!!! Quello che descrivi è una cosa fisiologica a mio parere. L’importante è accorgersi che stia accadendo. Per notarlo comunque è fondamentale costruire qualcosa di proprio, tentare di ricostituire un nuovo equilibrio seguendo le proprie aspirazioni. E’ importante che succeda questo, visto che prima ti ritrovavi in una situazione, ora te la stai creando consciamente. E’ altrettanto fondamentale che tu ricordi l’equilibrio precedente, non dimenticando che quello che sei ora lo “devi” al vissuto in precedenza. Forza Francesca!!! Pensa a che equilibrio hai creato e stai continuando a creare per migliaia di persone inclusa ovviamente te stessa. vanne Fiera!!!! Fidati… saluti Adam.
    P.s. Se posso consigliare un libro Spirit of St. Louis di Charles A. Lindbergh. A mio modesto parere magistrale…

  11. love is better scrive:

    mio sole, non pensare che scappo da te.. non lo farei mai… io sono sempre con te in ogni momento.. non fare i miei sbagli mai. mi hai ricordato come respirare.. dammi il tempo per essere migliore per te.. e solo per te… sempre se tu mi vuoi e vorrai… troppi pensieri a volte rovinano i momenti che vorresti fossero migliori…. e poi se ti fai male tu lo sento io… <3

  12. ClaudioA scrive:

    Bentornata Francesca! E il ritorno sembra proprio il filo conduttore di quello che hai scritto: il tornare dei mesi e delle stagioni, dei ricordi e delle tradizioni. E capisco quanto possa essere importante per te in questi periodi tornare, tornare un po’ alle abitudini di un tempo e quanto possa dispiacerti il non venirne coinvolta. Se fossi un tuo amico (e mi piacerebbe ?) la cosa a cui terrei di più sarebbe regalarti quella normalità quotidiana che spesso ti manca nei tuoi tanti impegni. E sono sicuro che tuo nonno sarebbe contentissimo di sapere che nonostante tutto ci tieni a mantenere certe tradizioni, certe radici. Più si cresce e più le radici sono importanti, proprio come per quel grande albero nel giardino di casa tua.
    “Ricordati che un albero con molta chioma e poche radici viene sradicato al primo colpo di vento, mentre in un albero con molte radici e poca chioma la linfa scorre a stento. Radici e chioma devono crescere in egual misura, devi stare nelle cose e starci sopra, solo così potrai offrire ombra e riparo, solo così alla stagione giusta potrai coprirti di fiori e frutti.” (Susanna Tamaro)

  13. Paride peruzzi scrive:

    Grande Francesca, disco fantastico quello di bon iver, ricordi che grazie a te riaffiorano.

  14. Eduardo Velarde scrive:

    Ciao!! (io non parlo molto Italiano) io ho ascoltato le tue canzone e io la amo!! qualcuna posibilitá di fare un world tour per Chile, il mio paese? serei molto felice di ti guardare qui. Salutti e auguri per la tua bella musica!!

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