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Lettera di una Montagna a un Vulcano

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Mia cara, ricordi quel giorno di dieci milioni di anni fa?
Forse tu eri troppo piccola, ma nella mia mente scorrono le immagini nitidamente:
Nuotavi libera nel golfo, non sapevi molto della tua natura, neppure di cosa il futuro aveva riservato per te e mi fa ridere pensarti adesso avvolta da tutti i tuoi ricordi amorfi, porosi, che puzzano di zolfo.
Quel giorno ho imparato tante cose. Ho imparato che nella vita dobbiamo accettare di scontrarci se vogliamo innalzarci al di sopra della superficie, se vogliamo uscire dalla nostra comfort zone, ché non c’è crescita senza confronto.
Il viaggio verso nord è stato faticoso, è stato difficile, ma non sarei mai quello che sono se quel giorno il mio cuore non si fosse spezzato e non fossi andato via di casa.
Mi hanno detto che sei diventata grande anche tu, che sei più alta di me! Su di te raccontano un sacco di storie, ti chiamano in maniera affettuosa, si inventato proverbi sul fatto che sei una tipa attiva, che ti piace giocare con il fuoco.
Su di me, già lo saprai, sono successe cose terribili, cose di cui faccio fatica a parlare, ma, anche senza scriverla, la mia storia è tutta sulla mia schiena.
Ora che il vento mi pettina i capelli di aghi di pino per svegliarmi e mi addormento guardando i tramonti distanti del lido sì, potrei dirti che forse sono felice, soprattutto quando arriva la neve a coprirmi come un piumino sul letto nelle stagioni più fredde.
La mia memoria però rimane pesante, grave come il piombo, come il ferro e come quel cuore che ho nel petto, una roccia, che ho reso sempre più impenetrabile per proteggermi.
Da piccolo giocavo anch’io disperso tra le onde caotiche dell’oceano, il movimento del mondo era diverso, tutto era diverso, era una danza lenta, l’aria era densa, davanti a me uno spazio di terra e acqua, un colore vivo che non ho visto più da nessuna parte.
In alcuni momenti mi invade una nostalgia incredibile, mi manca tanto quella distesa blu. Non manca un po’ anche a te?
Non so se un giorno tornerò a fondermi con l’acqua, ma una cosa è certa: anche se sono lontano, il mare è parte di me. I miei occhi rimarranno azzurri come quelli di mia madre, i nei della mia pelle come le chiocciole marine.
Ora che non mi avvolge più il rumore dei pesci e dei fondali, intorno a me c’è solo un grande silenzio.
A volte è assordante.
Sento il suono di tutte le cose che ho perso, e di tutte quelle che mi sono rimaste.
Fai attenzione, se puoi, piccola mia: spesso più diventi forte, più le persone ti temono, e ti stanno distanti.
Impara a controllare la tua rabbia, trasformala in energia, in arte, in bellezza.
Non rinunciare a quello che sei,
Non spegnerti mai.

Krapp

Francesca

Ciao, mi chiamo Francesca. Sono nata il 25 febbraio e per mestiere vivo da vent'anni in un cassetto di sogni stropicciati. Le farfalle che abitano il mio stomaco passano di tanto in tanto a trovare i pensieri nella mia testa, dove vivono a forma di palloncini. Ho due cuori, uno è un battito di ciglia, l'altro un prisma con venti facce triangolari. Ho guardato a lungo uno specchio che mi ricordava quella che sembravo e non quella che ero, ma da oggi voglio navigare senza le vele. Lontano.

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17 Discussion to this post

  1. Cristina scrive:

    Belle parole
    Ps secondo me il discoo dovresti chiamate Vulcano?

  2. Cristina scrive:

    Adoro Ps mi segui? ?

  3. claudio scrive:

    Profonda come sempre, mi ha colpito il viaggio verso il nord (visto che da Trapani mi sono trasferito prima a Torino, poi Parma e ora Mogliano) anche per me faticoso e difficile, so badare a me stesso ma le malinconie e la nostalgia del mare ci saranno sempre!ancora non so se ritorno a vivere in Sicilia (so che anche tu la ami).
    Mi ha fatto tenerezza il motivo per cui hai deciso di pubblicare il cd ad gennaio 2018, i nonni sono un bene immenso: io, i miei nonni paterni li ricordo bene (anche se vivevano in Calabria) ma mio nonno materno non l’ho mai conosciuto e mia nonna materna è volata in cielo quando io avevo poco meno di quattro anni!sono sempre belli i tuoi pensieri, chiudo augurandoti buon onomastico

  4. marco scrive:

    Ciao Francesca, so che ti avranno già detto questa cosa e che hai tantissimi impegni ma credo veramente che dovresti scrivere un libro, un romanzo per essere precisi,hai tante cose da dire e a noi piacerebbe leggerle e ascoltarle. Che successo per Vulcano….. È bellissima mi piace questa nuova strada musicale e aspetto con impazienza quel fatidico giorno di Gennaio. Ciao e…. Vulcano per tutti!!!

  5. Emi scrive:

    Parole stupende, che mi fanno sentire viva, che mi fanno sorridere e che mi danno la voglia di andare avanti dopo una giornata un po’ così. Mi sono immersa per qualche minuto nel tuo mondo. Grazie

  6. Luisa scrive:

    Buon onomastico Francesca!!! È vero: “la memoria rimane pesante”; anche se si cerca di dimenticare le cose che hanno fatto e che fanno soffrire a volte è impossibile farlo ed anche se si prova il più possibile di creare uno scudo che eviti il dolore, che protegga da tutto ciò che fa stare male a volte non si riesce a farlo. Tutte le cose che provocano rabbia e per le quali non c’è una via d’uscita ed il tenersi tutto dentro sono cose che fanno stare malissimo a volte per tutta la vita ma si cerca un modo per sovvertire tutto ciò. Tu conosci tutto questo e nel tuo infinito altruismo, in tutto quello che fai, cerchi di aiutare le persone che soffrono a non arrendersi, a trasformare tutto in positivo, a fare tesoro di tutte le esperienze. Sei una persona ed un’ artista con anima e talento infiniti.
    Spero che almeno noi, tuoi grandissimi ed affezionatissimi fans, riusciremo sempre a salvarti dal blu dei tuoi giorni e ad asciugare l’inverno nei tuoi occhi, che tu non abbia mai più paura di nulla e che nulla ti spaventi perché noi siamo e saremo lì con te e sempre con te per seguirti e sostenerti: per come sei e per quello che fai meriti di trovare tanta felicità, tanta gioia, tanta pace e di vivere una vita meravigliosa che sia in tutto esattamente come la vuoi tu. Quel blu, quell’inverno, quell’avere paura di tutto (che sono il frutto del l’ipersensibilità, del pensare moltissimo ed ininterrottamente a tutto, a quello che fa soffrire, a ciò che non si riesce ad accettare, a quello che non dipende da sé ed infinite altre cose), la tristezza, il dolore, l’inquietudine, il senso di vuoto, la vulnerabilità, le tantissime cose che fanno soffrire ogni giorno e ogni attimo io li conosco sin da quando ero piccolissima (4-5 anni): a volte non si riesce a salvarsi da sola, altre volte non è permesso, si trovano “uomini perfidi che sbarreranno le tue strade” i quali rendono quel blu, quell’inverno e quell’avere paura di tutto ancora più pesanti e che quando è possibile (non sempre si può, purtroppo) è meglio perdere; a volte si trovano o si incontrano persone (o anche una sola) che potrebbero salvare ma che non danno valore all’ipersensibilità, alla capacità ed alla voglia di parlarsi veramente, al vero bene, al vero amore, ad un modo unico e speciale di vivere tutte le cose, non si affezionano neanche un pò e nei rapporti (di parentela, amicizia, amore) si accontentano di surrogati che delle suddette cose piene di valore non hanno nulla ed alle quali l’unica cosa che si può dire è: “che cosa vuoi trovare via da me c’è tutto e niente ma nessuno che ti rimpianga come me” ma difficilmente potranno capire perché una frase così può colpire veramente il cuore, l’anima e la mente solo di chi ha una grandissima e rarissima sensibilità”. Quando si conoscono molto bene quel blu e quell’inverno ci si rende conto di vivere solo per una cosa (per me è scrivere) e si cerca anche di non perdere l’entusiasmo e l’attaccamento alle cose più belle che fanno andare avanti perché tutto il resto ti ha delusa e ti ha tradita e le paure quotidiane più grandi sono quelle del lasciarsi andare, del buttarsi via, del cadere e non riuscire a rialzarsi, della solitudine peggiore che ci sia che è quella del “sentirsi sola anche tra un milione di persone” e soprattutto con le persone vicine, tutte cose che ho sempre vissuto. Grazie come sempre per tutto quello che condividi con noi, anche per questo bellissimo blog nel quale possiamo leggere le cose piene di valore che scrivi (introvabili altrove). 12 gennaio 2018: finalmente uscirà il tuo nuovo disco-capolavoro che non vedo l’ora di ascoltare!!! Grazie! Ciao Francesca. Una tua fan per sempre.

  7. Elle scrive:

    Solo un genio può scrivere una frase significativa e commovente come questa:”Impara a controllare la tua rabbia, trasformala in energia, in arte, in bellezza.
    Non rinunciare a quello che sei,
    Non spegnerti mai”. Leggere i tuoi post lascia senza parole! Yeah!!! Finalmente lo staff di Paid to write, il giornale online per il quale scrivo, ha pubblicato i due articoli che avevo inviato loro qualche mese fa e ai quali tengo moltissimo. Uno è sull’uscita del tuo nuovo singolo “Vulcano” (quando l’ho scritto non sapevo che il tuo nuovo CD sarebbe uscito il 12 gennaio 2018) http://www.paid2write.org/cinema_tv_musica/uscito_il_singolo_vulcano_di_francesca_michielin_il_nuovo_cd_arrivera_nell_autunno_2017_23075.html e l’altro è la recensione del tuo meraviglioso CD “Riflessi di me” http://www.paid2write.org/cinema_tv_musica/recensione_del_cd_riflessi_di_me_di_francesca_michielin_23061.html. Spero tu abbia il tempo per leggerli, che ti piacciano e mi auguro che io abbia saputo ascoltare le tue canzoni che sono dei capolavori, perchè come dici tu “non è importante quante canzoni conosci, l’importante è saperle ascoltare”. L’altro mio articolo, la recensione del tuo splendido cd “Di20are”, ad oggi è stato letto da 550 persone, che ringrazio e che per me sono tantissime: sono certa che diventerà uno dei miei articoli più letti. Grazie mille!!! Tantissimi auguri di Buon onomastico!!! Ciao Francesca!

  8. Rolando Ronchetti scrive:

    Ciao Francy.Blog fantastico come sempre a gia dimeticavo buon onomastico principessa❤❤

  9. Barretna scrive:

    Si, tanto! Cuore

  10. GiovanniC scrive:

    Bellissimo 🙂

  11. Giovanni C scrive:

    Buongiorno. Immagino lo saprai già, ma volevo dirti che è tutto vero.

    E perché sia un buongiorno:
    https://youtu.be/dEjjbZ8db0g

  12. francesco pietanza scrive:

    Principessa Francesca,
    io qui sto sorridendo,ma non è un sorriso da pagliaccio,è un sorriso sincero e speranzoso,ora la mia domanda è questa:sei veramente disposta e pronta a dimenticare il passato e ricevere e donare vero affetto a un ragazzo sensibile e buono come te?
    Tuo JEDI(a cui manchi tanto).

  13. albino d'adda (alby peachy) scrive:

    un’altra lettera stupenda ,cara francesca,e io come al solito prendo una frase che mi ha colpito particolarmente….la prendo alla fine…IMPARA A CONTROLLARE LA TUA RABBIA,TRASFORMALA IN ENERGIA,IN ARTE ,IN BELLEZZA…NON RINUNCIARE A QUELLO CHE SEI,NON SPEGNERTI MAI…….controllare la nostra rabbia,e la vita di adesso ci fa arrabbiare spesso,e non rinunciare a lottare,nonostante le difficolta’ e le paure,e tirare fuori quelle energie positive ,che fanno solo bene alla mente e al cuore….alla prossima per un nuovo blog ..tvb

  14. Matteo Rosati scrive:

    Trovo molto bello questo modo di raccontarti usando l’allegoria, elegante. Ciao!

  15. claudio scrive:

    Consiglio per una cover: se ti piace il prog italiano ascolta (se non la conosci) ED IO DOMANDO TEMPO AL TEMPO (e lui risponde non ne ho) del Banco

  16. Ecli scrive:

    Adoro Francesca … e mi turba da morire quella maledetta frase ‘c’è il bar dell’indiano, profuma di te’ … frase apparentemente senza senso, in quella canzone.

    Ricordo, diversi anni fa, quando incontrai una bellissima e giovanissima ‘vulcano’, io timidissimo e completamente impreparato ad incontri simili. Un inverno torinese, lei mi raggiunse fuori dalla metro col cappello a pon-pon, bellissima, una bambolina segnata da esperienze marchianti.
    Lei, una vertigine, un delirio.
    Quel giorno, dopo una veloce pizza assieme, mi salutò con un bacio sulle labbra, donatomi a pochi passi da un negozio di kebab … quel sapore di fragranze orientali, quel bacio, quel contatto, quel fluido esplosivo di giovinezza ed energie mi rimangono da anni nel cervello …
    Lei, un’amica che mi vive dentro anche per una corsa a perdifiato, rivedendomi in una frequentatissima stazione ferroviaria, durante un giorno piovosissimo.

    V come vulcano … la vertigine che ho di te …

  17. Andrea scrive:

    Se solo potessi sposarti.

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