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Bolle di sapone

In questo cassetto abbiamo condiviso un sacco di palloncini, ma è arrivato il tempo di liberare il palloncino per eccellenza: la leggerezza.

La leggerezza è un grande dono, è un qualcosa di primaria importanza. Tanto quanto è indispensabile l’ossigeno, così è indispensabile la leggerezza, e se l’ossigeno molecolare in tutto l’universo ha come formula O2, quale può essere la formula della leggerezza?
Quando provo ad immaginarmela, la vedo come una piuma, oppure come una bolla di sapone. E proprio come una bolla di sapone, più ci si sofferma a riflettere sulla leggerezza, più la si disintegra.

Non si può pensare alla leggerezza per essere leggeri, “bisogna” pensarci poco ed essere leggeri. Ed essere.

Ecco, la leggerezza l’ho sempre sentita distante da me, perché ho sempre fatto l’errore di interrogarmi sui massimi sistemi escludendo la possibilità di fermarmi a fissare un aquilone.
Ve l’ho già detto, credo, che ogni anno ho un buon proposito, e quello di quest’anno era ed è avere 21 anni e basta. Ma cosa vuol dire avere 21 anni e basta? Magari significa non chiederselo proprio. O non chiederselo troppo.

C’è chi confonde la leggerezza con la superficialità, perché essere superficiali di conseguenza significa non essere profondi.
Ma ne siamo sicuri?

Io credo che la leggerezza sia una delle più alte forme di intelligenza.
Essere leggeri significa essere come bolle di sapone che planano sul mondo, che lo sanno rimpicciolire quanto basta, da lassù, e che lo riescono a vedere anche più colorato.

Essere leggeri significa essere come piume, come ninfee, adagiate sulla superficie del lago del mondo. Perché se ci si immerge troppo nel lago del mondo, se si scende troppo infondo, diventa tutto più scuro, più strano, più sordido.
Non perché il lago lo sia realmente, ma perché il lago lo si vive così.

Sì, dall’alto le cose acquisiscono un’altra… importanza? Non proprio, acquisiscono un’altra forma (?), ma anche no. Forse dall’alto le cose rimangono cose, i pesci e le alghe rimangono pesci e alghe, i tetti e i camini delle città, le distese di verde, sono sempre quelli, più piccoli, ovvio, perché più piccoli diventano in base a quanto alti si vuole stare…

Volare sopra le cose è un esercizio, uno splendido esercizio, che ad un certo punto non si sente nemmeno come esercizio, ma come semplice necessità. Si sente il bisogno di scomporre il polinomio che è il casino dell’esistenza, in piacevoli o comunque reali e vivibili monomi.

Mi sono chiesta se chi è più leggero è più felice. Ma non lo so.

Sentirsi leggeri forse non significa essere per forza ottimisti, semplicemente, semplicemente appunto, significa non vedere poi così male intorno a sé. Perché non deve esserci per forza, questo male, e se c’è, non è necessario ingrandirlo. Altrimenti la bolla scoppia.

La bolla, si sa, è fragile per definizione e non può librarsi in volo per sempre… ad un certo punto si dissolve, com’è giusto che sia…

E così per tutte le cose, serve immergersi in quel grande secchio pieno di acqua e sapone che è la vita per un po’, e poi, per un altro po’, farsi soffiare via.

Francesca

Ciao, mi chiamo Francesca. Sono nata il 25 febbraio e per mestiere vivo da vent'anni in un cassetto di sogni stropicciati. Le farfalle che abitano il mio stomaco passano di tanto in tanto a trovare i pensieri nella mia testa, dove vivono a forma di palloncini. Ho due cuori, uno è un battito di ciglia, l'altro un prisma con venti facce triangolari. Ho guardato a lungo uno specchio che mi ricordava quella che sembravo e non quella che ero, ma da oggi voglio navigare senza le vele. Lontano.

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18 Discussion to this post

  1. claudio ha detto:

    Soffiare e poi rinascere, le cose fragili e leggere son sempre le più belle!
    Non ricordo bene i miei ventun anni (forse perchè in quel periodo ero un ribelle e ora dopo vent’anni ho rimosso)
    Comunque sempre bei post i tuoi. cara Francesca.
    P.s.lascia fuori i polinomi, per me sono peggio dei film splatter (oggi ho rivisto Venerdì 13, l’originale e un pò di leggerezza con i tuoi post ci vuole)

  2. Ida ha detto:

    Beh,essere leggeri,non è altro che un modo per guardare il mondo in tutto il suo splendore! A volte ci soffermiamo su cose semplici, che a furia di pensarci,le trasformiamo in catastrofe,semplicemente perché non riusciamo a credere in un po di bene,quando si è circondati da tanto male! E si sbaglia,tanto! Quando si vola in aereo,si vede il mondo in tutto il suo splendore:non riusciamo a distinguere una casa dall’altra,un albero dall’altro, ma sappiamo che quell’albero, quella casa,sono perfette nel loro essere! Essere,ecco,è questo quello che ci rende “leggeri”. Soffermarsi sull’essenza di una cosa,e ammirarla in tutto il suo splendore. Aristotele diceva che la sostanza,per quanti accidenti (aggettivi)potessimo aggiungerle, rimaneva tale. E cosi il mondo. Essere leggeri ci permette di volare in alto,e tanto più in alto voliamo,tanto piú il panorama sarà bellissimo! Perché non si può pensare che un mondo cosi perfetto,possa contenere solo male,se questo male,non è altro che un aggettivo che poniamo vicino ad un nome,che è perfetto in se!

  3. Qué bonito es el amor. ha detto:

    Chiunque sa se ha un fidanzato?

  4. Davide Fazio ha detto:

    Ciao Francesca, ben detto! Vivi i tuoi 21 anni, continua a sognare che il mondo è grande ed è tutto per te. Per come la vedo io bisogna prendere le cose così come vengono.. sentirsi leggeri per me è questo. Davide 🙂

  5. Emanuele Verardo ha detto:

    E’ vero la leggerezza è una delle forme più importanti dell’intelligenza. Vedi sono d’accordo con te su molte cose, ma mi soffermo su una in particolare: “Mi sono chiesta se chi è più leggero è felice. Ma non lo so”. Vedi secondo me sentirsi felice è una cosa che noi abbiamo dentro, non importa che una persona sia leggera o no, ma dipende da come si sente in quel momento della sua vita. Infatti tu dici che essere felici non significa essere per forza ottimisti. Nel mondo esiste tanto male, ma se c’è non si deve fare altro che lasciarlo stare, non ingrandirlo. Perchè la bolla è molto fragile e può succedere che scoppi. La leggerezza è un dona che ognuno di noi ha dentro, in modo più o meno ampio.

  6. pink wolf ha detto:

    Non potrai cambiare mai: la sensibilità e l’intelligenza saranno le tue compagne per sempre e sai già cosa vuol dire. Che sentirai più di altri, che capirai più di altri, che gioirai più di altri e che soffrirai più di altri. Sarà la leggerezza ad attenuare i tuoi dolori e a liberarti dal peso di porti domande senza risposte. Se ci sono domande così è perché noi, essere finiti, non dobbiamo conoscere le risposte.
    Accettare questo è leggerezza.
    Al di là delle belle parole che scorrono e incantano si nasconde qualcosa di sottile e immenso: sei arrivata a capire (forse) l’importanza dell’unico momento che esiste, l’adesso, sei arrivata a capire (forse) che essere non è pensare, sei arrivata capire (forse) l’importanza di essere leggeri.
    Forse: perché concettualizzare raramente vuol dire esserci arrivati davvero e non potrò mai spiegarti come lo capirai se tutto questo è diventato parte del tuo essere. Come con l’amore, te ne accorgi quando ti sorprendi a sussurrarti: sono innamorata.
    La leggerezza non è intelligenza: la leggerezza è fatta di vuoto. Il vuoto spaventa, ma il vuoto è lo spazio che contiene, è lo spazio in cui muoversi o stare fermi, il vuoto soprattutto è assenza di peso.
    Accettare questo è leggerezza e…Andrà tutto bene.

    “Radical Face – Ghost Towns”
    (Che ci vuole a mettere un link? Niente ma le cose troppo facili non rimangono addosso)

  7. Cristian Bertolaso ha detto:

    Una bella dissertazione. Sono rimasto colpito dall’ultima tua frase: “farsi soffiare via”. C’è sempre qualcuno che ci rende leggeri, che ci toglie dalla palude del secchio. Senza chi ti soffia in alto si rimane solo sapone..
    Grazie Francesca e serena notte ?

  8. GiovanniC ha detto:

    Sempre stupendo quello che scrivi, saggio e “infantile”(si, perchè solo un bambino ha una mente così Libera come la tua) allo stesso tempo.
    Io, cambiando un po il soggetto del tuo discorso, riesco a trovare un altro significato: La rinascita.
    È da un po che immagino i semi di tarassaco (il “pisa can”, i soffioni) come pensieri. Loro vengono raccolti dal vento e trasportati in altri luoghi, tal volta li vediamo volteggiare nell’aria, liberi di fluttuare, per poi raggiungere terre lontane, ma è nella loro danza nel cielo, che appaiono in una dimensione di totale libertà, senza vincoli, se non momentanei.
    Essi, se dovessero toccare il suolo, non esploderebbero come una bolla di sapone, ma germoglierebbero, dando vita ad un fiore che genererà altri semi volanti.
    Così per me è la Vita, il male è solo nelle nostre teste, scegliamo noi di viverlo (consapevolmente o meno), essa è fatta di pura libertà, esiste per essere osservata, vissuta e amata… A noi non è stato insegnato questo e difatti non possiamo farci una colpa per il nostro passato, e non dobbiamo. Ma ora so che cielo sceglierò io.. e per questo devo ringraziare anche te Francesca 🙂
    Ciao, ti si ama <3

  9. Rita ha detto:

    Quanto tempo che non ti lascio un commentino qui mia cara Peach.. Ma come dici tu, quando non si ha nulla da dire é meglio stare in silenzio. Sto attraversando un periodo della mia vita in cui forse un pó di questa leggerezza di cui parli ci starebbe proprio bene. Come ti dicevo, non scrivo da tanto, ma ogni mercoledí sera ho un appuntamento fisso.. recarmi qui prima di andare a letto e lasciarmi ispirare dai tuoi palloncini. Ogni mercoledí un profondo spunto su cui riflettere, ogni mercoledí un dolce ricordo della tua infazia che mi fa sorridere, ogni mercoledí un piccolo tassello della bellissima persona che sei.. GRAZIE sempre Francesca. Proveró un pó a ‘farmi soffiare via’.. Buonanotte <3

    P.S. Complimenti per il nuovo video. Molto particolare e ricco di significato… il tuo mondo reso tramite immagini creative ed originali. Che bello poi trovare tutti i riferimenti a quello che scrivi, a quello che dici e a quello che canti. Bravi 🙂

  10. Francesco Z. ha detto:

    alla fine la leggerezza che cos’è?
    è sentirsi bene con se stessi e con gli altri, penso sia cosi.
    l’idea di leggerezza di volare in una bolla di sapone è davvero bella, penso che la sensazione sia proprio quella.
    leggerezza potrebbe anche essere chiudere gli occhi e sognare un po’, anche qui ci starebbe bene il pensiero di volare in una bolla di sapone mentre si sogna perchè quando smetti la bolla scoppia, o anche sognare ad occhi aperti.
    leggerezza è anche navigare senza le vele, come stai facendo tu 🙂

    PS
    invece per altre persone la leggerezza fa parte di loro perchè nella testa non hanno niente, se avessero qualche bolla di sapone sarebbe troppo.
    Buona Notte!

  11. GiovanniC ha detto:

    È normale che certi miei commenti “lunghi”, restino in attesa di moderazione?

  12. love is better ha detto:

    Non sono informato molto sulle bolle di sapone.. ma..
    Quando la perla più bella del mondo brilla deve solo ricordarsi di quanti sforzi ha fatto per essere la migliore, la incredibile e fantastica gemma che è e non dimenticarlo mai.
    Di come ha continuato a brillare per anni per rendere felici chi la ha portata con se.
    In quelle giornate di poca luce dove tanti non capiscono la perfezione di quella perla, ma solo tu sai quanto è realmente speciale perchè sai il tempo e gli anni che ha passato cercando di rendere bello quello che ormai aveva dimenticato cosa era.
    So che non centra molto con le bolle di sapone, ma credo che la perla più preziosa non si debba mai deprezzare credendosi qualcosa di meno di quello che è.
    21 anni di perfezione.. la tua famiglia ha creato quell’opera d’arte che tutti gli artisti più famosi vorrebbero e avrebbero voluto creare..
    brilla, vola, e sii sempre fiera di te.
    grazie a te ho ricordato che a volte chi ti fa piangere è perche ti vuole bene, e chi ti fa ridere a volte ti vuole male.. e questo mi è stato di aiuto..
    cerca il meglio perchè ti meriti solo questo.
    Se ti fai male tu lo sento io… a me non mi interessa di soffrire, ci sono abituato ormai, ma te non devi soffrire mai, non te lo meriti e ne farti troppe domande perche sei una risposta per tutto, non te lo meriti. Penso che molte persone ti apprezzano per quello che sei.
    bel minestrone di post. grazie di tutto fra.
    l’ortografia la ho lasciata a scuola troppi anni fa, l’importante è capirsi..

  13. Jacopo ha detto:

    Ciao Francesca, è un piacere leggere le cose che scrivi! Ti ringrazio per averle condivise con noi fino ad oggi, spero tu continui a farlo…

  14. simone ha detto:

    cara francesca, questo tuo “cassetto” genera in me molta nostalgia e molta sofferenza. è bello vivere nelle bolle di sapone,ma sai, non tutti possiamo viverci. Molti di noi (come me) vivono schiacciati dall’angoscia, da quel profondo rammarico che nasce dall’impossibilità di realizzarsi. Purtroppo le bolle di sapone vengono usate quasi esclusivamente dai bambini, questo perché le bolle vengono create dal soffio di chi dentro di se vive e soprattutto sogna. Più si cresce e più si accetta la realtà, mano mano dai nostri “soffi” non nascono più bolle leggere e libera di volare nel cielo ma mattoni pesanti e saldamente attaccati in terra. Per questo il mondo è difficile, troppi mattoni e poche bolle, troppa realtà e pochi sogni. Un abbraccio

  15. claudio ha detto:

    Se riesco a convertirlo (conoscendo la tua passione per i thriller/horror psicologici) ti posto tramite blog un film introvabile!so io quanto ho pagato il DVD!

  16. albino ha detto:

    fantastici mercoledi ed e’ per me sempre un piacere scambiare due chiacchere con te cara francy sia su fb che qui..,ricopio
    solo la bellissima frase che hai scritto “la leggerezza e’ la piu’ grande espressione di intelligenza” ,piu’ si e’ leggeri piu’ si e’ felici ,,quante riflessioni nella mia ment,grazie peach

  17. love is better ha detto:

    ho cercato la ( X ) tutta la notte e mattina.. ma ho qualche problema.
    cercherò sempre e aspetterò sempre.

  18. ClaudioA ha detto:

    Esatto Francesca, la leggerezza è sinonimo di superficialità non nell’accezione negativa di non dare importanza, ma di osservare dalla superficie. E sapersi distaccare dalle cose per guardarle nel loro complesso dall’esterno è un grande insegnamento nella vita. Persino nell’ambito più accurato e meticoloso in assoluto che è quello scientifico (al quale noto con piacere che anche tu fai riferimento spesso e volentieri 🙂 ) ho imparato con meraviglia che talvolta, quando non si sa più dove sbattere la testa per risolvere un problema, la vera soluzione è ripartire da zero distaccandosi dai calcoli e guardare il problema da un altro punto di vista, più superficiale.
    Dopotutto anche un’altra tua conoscenza, come Massimo Gramellini, dice: “La leggerezza non è parente della superficialità, a differenza di quanto sostengono i superficiali che scambiano la pesantezza per profondità di pensiero.”

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